
Deepfake. La Danimarca propone una legge pionieristica sull’identità personale.
Una svolta giuridica nel diritto digitale e nella protezione dell’identità nell’era dell’intelligenza artificiale
Nel 2025 la Danimarca ha avanzato una proposta legislativa innovativa che mira a contrastare l’abuso dei deepfake e a tutelare la identità digitale delle persone. Il progetto di legge, che sta ricevendo ampio consenso politico e attenzione internazionale, prevede di estendere il diritto d’autore alle caratteristiche personali di ciascun individuo – come volto, voce e aspetto fisico – conferendo a ciascuno diritti esclusivi sul proprio “modo di apparire” online.
Il cuore della proposta
- Copyright personale automatico: ogni cittadino sarebbe titolare di un diritto tipo copyright sulla propria immagine, voce e identità digitale, senza necessità di registrazione formale.
- Divieto di deepfake non consensuali: l’utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale per creare e diffondere deepfake realistiche senza consenso verrebbe vietato per legge.
- Rimozione e responsabilità delle piattaforme: i cittadini avrebbero il diritto di chiedere la rimozione immediata di contenuti deepfake non autorizzati, e le piattaforme online rischierebbero sanzioni se non ottemperano.
Questa proposta si colloca all’interno della normativa sul copyright piuttosto che nelle tradizionali regole sulla privacy e sui dati personali, riformulando l’identità fisica e vocale come un oggetto di proprietà intellettuale da proteggere contro cloni digitali indesiderati.
Perché è rilevante
L’uso sempre più sofisticato di tecnologie AI per creare video, immagini e audio falsi ha sollevato preoccupazioni su:
- Diffusione di disinformazione e frodi.
- Violazione della dignità personale e della reputazione.
- Abusi sessuali digitali non consensuali.
La normativa danese punta a diventare un modello normativo non solo nazionale, ma anche europeo, spesso citata come possibile benchmark per future regolamentazioni in materia di IA e identità digitale.
FAQ — Domande e risposte sulla proposta danese
1. Cos’è un “deepfake”?
Un deepfake è un contenuto multimediale (video, immagine, audio) generato o alterato tramite intelligenza artificiale che rappresenta persone in modo realistico, spesso senza che queste abbiano acconsentito alla loro creazione o diffusione.
2. Qual è l’obiettivo della proposta di legge danese?
L’obiettivo è proteggere l’identità digitale delle persone, dando loro il controllo legale sul proprio volto, voce e aspetto, e rendendo illegali i deepfake non autorizzati.
3. A chi si applicherà la legge?
La protezione riguarda tutti i cittadini danesi, siano essi persone comuni o figure pubbliche, nonché artisti e performer le cui performance digitali possono essere replicate senza consenso.
4. Cosa può fare chi è vittima di un deepfake non autorizzato?
La persona può:
- Richiedere la rimozione immediata del contenuto.
- Chiedere risarcimento danni anche senza dimostrare un danno specifico.
- Agire legalmente contro piattaforme che non collaborano tempestivamente.
5. Ci sono eccezioni al divieto?
Sì. Le eccezioni previste riguardano contenuti di:
- Satira e parodia.
- Giornalismo e contenuti di interesse pubblico.
Queste categorie restano ammesse purché sia chiaro che il contenuto è generato artificialmente e non intenda ingannare.
6. Quando entrerà in vigore?
Al momento si tratta di una proposta ancora in via di approvazione: se il Parlamento danese la approverà, potrebbe diventare legge entro la fine del 2025 o l’inizio del 2026.
7. Che impatto può avere sull’Italia e sull’UE?
Sebbene normativa nazionale, questa proposta potrebbe influenzare il dibattito europeo e internazionale su come proteggere legalmente identità e diritti digitali, fungendo da possibile modello per futuri regolamenti dell’Unione.
Se desideri, posso personalizzare ulteriormente l’articolo per specifici settori (es. tutela della privacy, diritto d’autore, responsabilità delle piattaforme) o predisporre una versione sintetica per social e newsletter.