cosa c’è da sapere
Quando due genitori decidono di separarsi, uno degli aspetti più importanti da affrontare riguarda l’affidamento dei figli e le spese per mantenerli. La legge italiana, dal 2006, dà priorità all’affido condiviso, una forma di gestione della responsabilità genitoriale che permette a entrambi i genitori di continuare a essere presenti nella vita dei figli, anche dopo la separazione.
Cos’è l’affido condiviso?
L’affido condiviso significa che entrambi i genitori partecipano in modo attivo all’educazione, alla crescita e alle decisioni importanti che riguardano i figli. Non vuol dire necessariamente che i bambini passino lo stesso tempo con ciascun genitore, ma che entrambi hanno lo stesso diritto e dovere di essere coinvolti nella loro vita.
Questa forma di affido è preferita rispetto all’affido esclusivo (dove solo un genitore si occupa dei figli), perché favorisce un equilibrio tra le figure materna e paterna, superando l’idea che i bambini debbano vivere solo con la madre.
Come funziona nella pratica?
Nel caso di affido condiviso, alcune cose importanti da sapere sono:
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Nessuna preferenza automatica per la madre: Non si dà più per scontato che i figli debbano vivere solo con la mamma.
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La casa familiare: Di solito, viene assegnata al genitore con cui i figli trascorrono più tempo, ma ogni caso viene valutato singolarmente.
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Presenza quotidiana: Entrambi i genitori, anche se non vivono più insieme, devono essere coinvolti nella vita dei figli: scuola, attività, salute, ecc.
Affido condiviso e parità tra i genitori
Oggi si parla sempre più di “uguaglianza genitoriale”, cioè del fatto che la legge non favorisce automaticamente uno dei due genitori (madre o padre). Questo principio vale soprattutto nei casi in cui i figli sono piccoli: la scelta su dove farli vivere o come gestire il tempo con ciascun genitore deve basarsi solo sul benessere del bambino, non sul genere del genitore.
L’assegno di mantenimento: chi paga e quanto
Oltre all’aspetto educativo, c’è anche una questione economica da affrontare: il mantenimento dei figli.
Ecco cosa c’è da sapere:
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L’assegno di mantenimento serve a coprire le spese quotidiane dei figli (cibo, scuola, vestiti, sport, ecc.) ed è stabilito in base alle possibilità economiche di ciascun genitore.
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Quando non è più dovuto? L’assegno può essere sospeso quando il figlio diventa maggiorenne e riesce a mantenersi da solo, ad esempio trovando un lavoro stabile.
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Valutazione caso per caso: Se il figlio trova un lavoro temporaneo o part-time, il giudice può decidere se sospendere o meno l’assegno. Si guarda alla reale indipendenza economica e alla stabilità raggiunta.
In sintesi, l’affido condiviso promuove una partecipazione equilibrata di entrambi i genitori nella vita dei figli, sia dal punto di vista affettivo che economico. Anche se i genitori non stanno più insieme, i figli hanno diritto a crescere con l’amore e la presenza di entrambi.